In breve
- I corrispettivi vengono aggregati in due soli valori: una quota fissa in euro all’anno e una quota consumo in euro per kWh o per Smc.
- Serve a rendere le offerte davvero confrontabili: due numeri per due contratti, invece di dieci voci disomogenee.
- Chi vende deve saper spiegare cosa è finito dentro ciascuna quota, perché è la prima domanda che farà il cliente.
La bolletta è stata per anni il principale ostacolo alla concorrenza: non perché fosse cara, ma perché era incomparabile. Voci con nomi diversi da un venditore all’altro, corrispettivi spezzettati, sconti applicati su basi differenti. Il risultato è che il cliente non riusciva a capire quale offerta convenisse, e finiva per scegliere in base a chi gliela spiegava meglio.
Con la delibera 386/2025/R/com l’Autorità è intervenuta su questo punto: i corrispettivi della componente di vendita vengono **aggregati** in due soli valori, con applicazione a partire dal 1° aprile 2026. È una modifica che cambia il lavoro di chi vende più di quanto cambi la spesa di chi compra.
01I due numeri
| Voce | Unità | Cosa rappresenta |
|---|---|---|
| Quota Fissa | €/anno | Tutto ciò che il cliente paga indipendentemente da quanto consuma |
| Quota Consumo | €/kWh (luce) o €/Smc (gas) | Tutto ciò che varia con la quantità consumata |
L’effetto pratico è che due offerte diventano confrontabili guardando due coppie di numeri. Prima, per confrontare due proposte, bisognava ricostruire a mano quali componenti erano incluse in quale voce: un lavoro che nessun cliente faceva e che pochi venditori facevano correttamente.
02Cosa cambia per chi vende
- Il confronto è immediato: il cliente può mettere due offerte affiancate senza aiuto. Chi vendeva sulla confusione perde la leva; chi vende su prezzo e servizio la guadagna.
- Le scontistiche complesse perdono efficacia: uno sconto costruito su una componente specifica si diluisce dentro l’aggregato, e comunicare «sconto del 20%» senza dire su cosa diventa più difficile.
- Le simulazioni vanno rifatte: i materiali commerciali che confrontavano voce per voce non funzionano più.
- La formazione della rete va aggiornata: un agente che spiega la bolletta con lo schema vecchio davanti a una bolletta nuova perde credibilità in trenta secondi.
- Aumenta il peso del servizio: quando il prezzo è trasparente, la differenza la fanno assistenza, tempi di risposta e correttezza.
03Come si spiega la bolletta a un cliente
- 1
Parti dalla domanda vera
Il cliente non vuole capire la bolletta: vuole sapere se sta pagando troppo. Rispondi a quello e poi mostra dove si legge.
- 2
Separa quello che dipende da te
La quota fissa e la quota consumo sono la parte del venditore. Il resto — rete, oneri, imposte — è uguale per tutti e non si negozia. Dirlo aumenta la fiducia, non la riduce.
- 3
Usa i suoi consumi, non un profilo tipo
Una simulazione sui kWh reali dell’ultimo anno vale più di qualunque tabella. Il dato sta nella sua bolletta.
- 4
Mostra il costo annuo, non quello al kWh
La differenza fra due offerte espressa in euro all’anno è comprensibile; espressa in millesimi di euro al kWh non lo è.
- 5
Sii esplicito sulle condizioni
Durata del prezzo, cosa succede alla scadenza, eventuali vincoli. È l’informazione che genera i reclami quando manca.
- 6
Lascia una copia scritta
La proposta consegnata e leggibile è la difesa migliore contro il «non me l’aveva detto» di sei mesi dopo.
Spesa annua stimata = Quota Fissa + (Quota Consumo × Consumo annuo) + Oneri, rete e imposte
Con 96 €/anno di quota fissa, 0,145 €/kWh e 2.700 kWh: 96 + 391,50 = 487,50 € per la parte del venditore, a cui si aggiungono le componenti non negoziabili.
Con Omega
Le offerte in una tabella sola
- Condizioni economiche di ogni offerta censite una volta e riusate in ogni proposta.
- Simulazione sui consumi reali del cliente, non su un profilo tipo.
- Proposta consegnata e archiviata insieme al contratto, con la data.
- Scadenze delle condizioni di prezzo segnalate prima che il cliente se ne accorga dalla bolletta.



