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Conti e margini

PUN e PSV: cosa sono e come si legge un’offerta indicizzata

L’indice è uguale per tutti e non lo decide nessun venditore: quello che si vende è lo spread. Saper leggere la serie storica è l’unico modo per dire a un cliente cosa può aspettarsi senza promettere niente.

6 minuti di lettura Aggiornata al 20 settembre 2026

In breve

  • Il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, il PSV il riferimento all’ingrosso del gas: entrambi sono pubblici e nessun venditore li controlla.
  • Dal 1° aprile 2026 un’offerta indicizzata a clienti domestici ha una struttura obbligata: indice più un solo corrispettivo aggiuntivo, oltre alla quota annua.
  • Il confronto fra fisso e indicizzato si fa su un numero solo: il valore dell’indice che pareggia il prezzo fisso, spread compreso.

Ogni conversazione su un’offerta indicizzata finisce sulla stessa domanda: «ma quanto costa davvero?». La risposta onesta è che dipende da un numero che né il venditore né il cliente decidono, e che si può solo guardare: il PUN per l’energia elettrica, il PSV per il gas.

Sono dati pubblici, pubblicati mese per mese fra gli open data del Portale Offerte gestito dall’Autorità. Chi vende dovrebbe conoscerli a memoria almeno per l’ultimo biennio: è la differenza fra una spiegazione e una promessa.

01Che cosa sono, in una riga ciascuno

PUNPSV
SettoreEnergia elettricaGas naturale
Che cos’èIl prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in ItaliaIl riferimento di prezzo all’ingrosso del gas scambiato in Italia
Unità€/kWh (spesso citato in €/MWh)€/Smc
Chi lo determinaIl mercato all’ingrossoIl mercato all’ingrosso
Dove si legge il valore ufficialeOpen data del Portale Offerte, serie mensileOpen data del Portale Offerte, serie mensile
A cosa serve nelle offerteBase delle offerte elettriche indicizzateBase delle offerte gas indicizzate e del servizio di tutela della vulnerabilità gas

02Quanto è valso finora

PeriodoPUN medio (€/kWh)Minimo e massimo mensiliPSV medio (€/Smc)
20240,1084da 0,0868 (aprile) a 0,1351 (dicembre)0,3897
20250,1161da 0,0936 (maggio) a 0,1504 (febbraio)0,4136
2026, gennaio-giugno0,1270da 0,1144 (febbraio) a 0,1434 (marzo)0,4741
Medie calcolate sui valori mensili pubblicati negli open data del Portale Offerte, aggiornati al 14 luglio 2026. Sono medie: dentro un anno il singolo mese si allontana anche del 30%.

Due letture immediate, e sono entrambe utili al tavolo. La prima: in tre anni l’indice elettrico si è mosso in una banda ampia ma non esplosiva, fra 0,087 e 0,150 €/kWh. La seconda: il primo semestre 2026 è stato più caro del 2025 sia sull’elettrico sia sul gas, e questo è esattamente il momento in cui i clienti indicizzati chiamano arrabbiati e quelli a prezzo fisso rinnovano volentieri.

03Com’è fatta un’offerta indicizzata dopo la riforma

Dal 1° aprile 2026, per le offerte rivolte ai clienti domestici, la struttura non è più libera. Il corrispettivo che dipende dal consumo è la somma di uno o più indici di riferimento e di un unico eventuale corrispettivo aggiuntivo a copertura dei costi di approvvigionamento non coperti dall’indice. Accanto c’è una sola quota annua, in €/POD/anno per la luce e in €/PdR/anno per il gas.

Prezzo al kWh = indice del mese + corrispettivo aggiuntivo (lo spread) — più la quota annua e, per l’elettrico, il corrispettivo di dispacciamento e capacità

Il corrispettivo a copertura di dispacciamento e mercato della capacità resta fuori dall’aggregazione e vale quanto stabilito dall’Autorità: nei parametri pubblicati a settembre 2026 è 0,024 €/kWh.

  • Niente più cinque voci sparse: lo spread è uno, dichiarato, e si confronta con quello del concorrente in un secondo.
  • Un’offerta è “a prezzo fisso” solo se i valori sono noti e invariati per almeno i primi 12 mesi: un fisso di tre mesi seguito da un indicizzato è, per la regolazione, un’offerta a prezzo variabile.
  • Nel contratto e nella scheda vanno indicati il meccanismo di indicizzazione, la frequenza degli aggiornamenti e il prezzo massimo raggiunto negli ultimi dodici mesi, con il periodo in cui è stato applicato.
  • La quota annua può essere differenziata, per esempio per potenza impegnata, ma resta una sola.

04Il conto che chiude la conversazione

Quando il cliente chiede «conviene di più il fisso o l’indicizzato?», la risposta utile non è un’opinione sul mercato: è il valore dell’indice a cui le due offerte si equivalgono. Da lì in poi decide lui, sapendo cosa sta scegliendo.

Indice di pareggio = prezzo fisso al kWh − spread dell’offerta indicizzata

Con un fisso a 0,145 €/kWh e uno spread di 0,015 €/kWh, il pareggio è a 0,130 €/kWh di PUN: sopra quel valore conviene il fisso, sotto conviene l’indicizzato. Nel 2025 il PUN medio è stato 0,1161 e nel primo semestre 2026 è stato 0,1270.

OffertaConto su 2.700 kWh l’annoSpesa annua della sola componente energia
Fisso a 0,145 €/kWh0,145 × 2.700391,50 €
Indicizzato, spread 0,015, ai valori medi 2025(0,1161 + 0,015) × 2.700354,10 €
Indicizzato, spread 0,015, ai valori medi gennaio-giugno 2026(0,1270 + 0,015) × 2.700383,31 €
Conto sulla sola quota consumo, senza quota annua, rete, oneri e imposte: serve a confrontare due offerte, non a stimare la bolletta.

Cosa mettere per iscritto quando si vende un indicizzato

  • Qual è l’indice, dove è pubblicato e con quale frequenza si aggiorna.
  • Qual è lo spread, in euro al kWh o allo Smc, e se cambia nel tempo.
  • Qual è stato il prezzo massimo degli ultimi dodici mesi, come richiesto dalla regolazione.
  • La frase che evita il reclamo: se l’indice sale, la bolletta sale.
  • La simulazione sui consumi reali del cliente, con la data e i valori usati.

Con Omega

Gli indici dentro il listino, non su un foglio

  • Valori mensili di PUN, PSV e degli altri indici scaricati dai dati pubblici e storicizzati.
  • Offerte a prezzo fisso e indicizzate con indice, spread e quota annua come dati dell’offerta.
  • Preventivo che confronta più offerte sui consumi reali del cliente e sulla sua spesa attuale.
  • Riprezzamento del portafoglio quando l’indice o il listino cambiano.

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Dubbi

Domande frequenti

Che cos’è il PUN?
È il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, pubblicato mese per mese. Le offerte indicizzate lo usano come base e vi sommano uno spread: l’indice è uguale per tutti i venditori, lo spread è la parte su cui si compete.
Dove si trovano i valori ufficiali del PUN e del PSV?
Negli open data del Portale Offerte gestito dall’Autorità, che pubblica la serie storica mensile degli indici a pubblica diffusione insieme ai parametri usati per il calcolo della spesa annua stimata.
Quanto è stato il PUN medio nel 2025?
Circa 0,1161 €/kWh come media dei valori mensili, con un minimo di 0,0936 a maggio e un massimo di 0,1504 a febbraio. Nel primo semestre 2026 la media è salita a circa 0,1270 €/kWh.
Un’offerta indicizzata può avere più di uno spread?
Per i clienti domestici no: dal 1° aprile 2026 il corrispettivo legato al consumo è la somma degli indici di riferimento e di un unico eventuale corrispettivo aggiuntivo. È proprio la misura che rende confrontabili due offerte indicizzate.

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