In breve
- Il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, il PSV il riferimento all’ingrosso del gas: entrambi sono pubblici e nessun venditore li controlla.
- Dal 1° aprile 2026 un’offerta indicizzata a clienti domestici ha una struttura obbligata: indice più un solo corrispettivo aggiuntivo, oltre alla quota annua.
- Il confronto fra fisso e indicizzato si fa su un numero solo: il valore dell’indice che pareggia il prezzo fisso, spread compreso.
Ogni conversazione su un’offerta indicizzata finisce sulla stessa domanda: «ma quanto costa davvero?». La risposta onesta è che dipende da un numero che né il venditore né il cliente decidono, e che si può solo guardare: il PUN per l’energia elettrica, il PSV per il gas.
Sono dati pubblici, pubblicati mese per mese fra gli open data del Portale Offerte gestito dall’Autorità. Chi vende dovrebbe conoscerli a memoria almeno per l’ultimo biennio: è la differenza fra una spiegazione e una promessa.
01Che cosa sono, in una riga ciascuno
| PUN | PSV | |
|---|---|---|
| Settore | Energia elettrica | Gas naturale |
| Che cos’è | Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia | Il riferimento di prezzo all’ingrosso del gas scambiato in Italia |
| Unità | €/kWh (spesso citato in €/MWh) | €/Smc |
| Chi lo determina | Il mercato all’ingrosso | Il mercato all’ingrosso |
| Dove si legge il valore ufficiale | Open data del Portale Offerte, serie mensile | Open data del Portale Offerte, serie mensile |
| A cosa serve nelle offerte | Base delle offerte elettriche indicizzate | Base delle offerte gas indicizzate e del servizio di tutela della vulnerabilità gas |
02Quanto è valso finora
| Periodo | PUN medio (€/kWh) | Minimo e massimo mensili | PSV medio (€/Smc) |
|---|---|---|---|
| 2024 | 0,1084 | da 0,0868 (aprile) a 0,1351 (dicembre) | 0,3897 |
| 2025 | 0,1161 | da 0,0936 (maggio) a 0,1504 (febbraio) | 0,4136 |
| 2026, gennaio-giugno | 0,1270 | da 0,1144 (febbraio) a 0,1434 (marzo) | 0,4741 |
Due letture immediate, e sono entrambe utili al tavolo. La prima: in tre anni l’indice elettrico si è mosso in una banda ampia ma non esplosiva, fra 0,087 e 0,150 €/kWh. La seconda: il primo semestre 2026 è stato più caro del 2025 sia sull’elettrico sia sul gas, e questo è esattamente il momento in cui i clienti indicizzati chiamano arrabbiati e quelli a prezzo fisso rinnovano volentieri.
03Com’è fatta un’offerta indicizzata dopo la riforma
Dal 1° aprile 2026, per le offerte rivolte ai clienti domestici, la struttura non è più libera. Il corrispettivo che dipende dal consumo è la somma di uno o più indici di riferimento e di un unico eventuale corrispettivo aggiuntivo a copertura dei costi di approvvigionamento non coperti dall’indice. Accanto c’è una sola quota annua, in €/POD/anno per la luce e in €/PdR/anno per il gas.
Prezzo al kWh = indice del mese + corrispettivo aggiuntivo (lo spread) — più la quota annua e, per l’elettrico, il corrispettivo di dispacciamento e capacità
Il corrispettivo a copertura di dispacciamento e mercato della capacità resta fuori dall’aggregazione e vale quanto stabilito dall’Autorità: nei parametri pubblicati a settembre 2026 è 0,024 €/kWh.
- Niente più cinque voci sparse: lo spread è uno, dichiarato, e si confronta con quello del concorrente in un secondo.
- Un’offerta è “a prezzo fisso” solo se i valori sono noti e invariati per almeno i primi 12 mesi: un fisso di tre mesi seguito da un indicizzato è, per la regolazione, un’offerta a prezzo variabile.
- Nel contratto e nella scheda vanno indicati il meccanismo di indicizzazione, la frequenza degli aggiornamenti e il prezzo massimo raggiunto negli ultimi dodici mesi, con il periodo in cui è stato applicato.
- La quota annua può essere differenziata, per esempio per potenza impegnata, ma resta una sola.
04Il conto che chiude la conversazione
Quando il cliente chiede «conviene di più il fisso o l’indicizzato?», la risposta utile non è un’opinione sul mercato: è il valore dell’indice a cui le due offerte si equivalgono. Da lì in poi decide lui, sapendo cosa sta scegliendo.
Indice di pareggio = prezzo fisso al kWh − spread dell’offerta indicizzata
Con un fisso a 0,145 €/kWh e uno spread di 0,015 €/kWh, il pareggio è a 0,130 €/kWh di PUN: sopra quel valore conviene il fisso, sotto conviene l’indicizzato. Nel 2025 il PUN medio è stato 0,1161 e nel primo semestre 2026 è stato 0,1270.
| Offerta | Conto su 2.700 kWh l’anno | Spesa annua della sola componente energia |
|---|---|---|
| Fisso a 0,145 €/kWh | 0,145 × 2.700 | 391,50 € |
| Indicizzato, spread 0,015, ai valori medi 2025 | (0,1161 + 0,015) × 2.700 | 354,10 € |
| Indicizzato, spread 0,015, ai valori medi gennaio-giugno 2026 | (0,1270 + 0,015) × 2.700 | 383,31 € |
Cosa mettere per iscritto quando si vende un indicizzato
- Qual è l’indice, dove è pubblicato e con quale frequenza si aggiorna.
- Qual è lo spread, in euro al kWh o allo Smc, e se cambia nel tempo.
- Qual è stato il prezzo massimo degli ultimi dodici mesi, come richiesto dalla regolazione.
- La frase che evita il reclamo: se l’indice sale, la bolletta sale.
- La simulazione sui consumi reali del cliente, con la data e i valori usati.
Con Omega
Gli indici dentro il listino, non su un foglio
- Valori mensili di PUN, PSV e degli altri indici scaricati dai dati pubblici e storicizzati.
- Offerte a prezzo fisso e indicizzate con indice, spread e quota annua come dati dell’offerta.
- Preventivo che confronta più offerte sui consumi reali del cliente e sulla sua spesa attuale.
- Riprezzamento del portafoglio quando l’indice o il listino cambiano.


