Conti e margini

Storni e qualità del venduto: il numero che conta davvero

Due venditori portano cento contratti a testa. Dopo un anno uno ne ha ottantotto attivi e l’altro cinquantuno: sono due mestieri diversi con lo stesso nome.

6 minuti di lettura Aggiornata al 25 luglio 2026Omega Energy

In breve

  • Il contratto conta quando è attivo e paga: prima di quel momento è una promessa che costa già soldi.
  • Il tasso di storno per incaricato è l’indicatore che anticipa i problemi di mesi.
  • Intervenire su un venditore anomalo prima che lo faccia il mandante è ciò che salva il mandato.

Nel settore si continua a misurare la produzione in contratti raccolti, che è come misurare un raccolto contando i semi. Il contratto raccolto è solo il primo di una serie di eventi che devono andare tutti bene: deve superare il ripensamento, deve essere confermato, deve attivarsi, il cliente deve pagare, e deve restare abbastanza a lungo perché la provvigione non venga stornata.

La differenza fra un’agenzia sana e una che chiude sta quasi tutta in questo imbuto. E la cosa notevole è che i dati per misurarlo esistono già: sono negli esiti che il mandante restituisce ogni mese, e che quasi nessuno mette in fila per incaricato.

01L’imbuto: dove muoiono i contratti

FaseCosa può andare storto
RaccoltaDati errati, documenti mancanti, firma di soggetto non legittimato
RipensamentoIl cliente ci ripensa: spesso perché aveva capito altro
ConfermaLa verifica della volontà non va a buon fine
SwitchRifiuto per POD errato, morosità pregressa, pratica incompleta
AttivazioneTempi tecnici, volture pendenti, dati anagrafici incoerenti
Prima fatturaIl cliente non paga: il contratto non consolida
PermanenzaRecesso anticipato entro il periodo che genera storno

Tasso di consolidamento = Contratti ancora attivi e paganti dopo 12 mesi ÷ Contratti raccolti

È il numero che descrive la qualità reale di un venditore. Tutto il resto — contratti al giorno, appuntamenti fissati — misura l’attività, non il risultato.

02Le cause vere, in ordine di frequenza

  • Aspettative gonfiate in fase di vendita: il cliente si aspettava un risparmio che non arriva e recede alla prima bolletta. È la causa numero uno e dipende interamente da come si è venduto.
  • Dati raccolti male: POD sbagliato, codice fiscale errato, intestazione non corrispondente. Producono rifiuti dello switch e ritardi che fanno perdere il cliente.
  • Documentazione incompleta: manca un allegato, manca una firma. Il contratto resta in sospeso e nel frattempo qualcun altro chiama quel cliente.
  • Cliente sbagliato: chi ha già una morosità pregressa o un contenzioso aperto non consolida, quale che sia l’offerta.
  • Assenza di contatto dopo la firma: fra la sottoscrizione e l’attivazione passano settimane in cui il cliente è solo. Un venditore che non si fa vivo lascia spazio al ripensamento.
  • Offerta non adatta: un prezzo indicizzato venduto a chi voleva certezza produce un recesso al primo rialzo.

Il controllo di qualità sulla raccolta

  • POD o PDR verificati sul documento, non trascritti a memoria.
  • Intestazione della fornitura coerente con il documento del sottoscrittore.
  • Consumo annuo rilevato dalla bolletta e usato per la simulazione presentata.
  • Documentazione consegnata e archiviata, con la data.
  • Recapiti verificati: telefono ed email funzionanti servono per la conferma.
  • Contatto programmato fra la firma e l’attivazione.

03Gli indicatori da tenere per incaricato

IndicatoreCosa segnala
Tasso di ripensamentoIl modo in cui vende: aspettative create e non mantenute
Tasso di rifiuto in fase di switchLa qualità dei dati raccolti
Tasso di reclamoComportamento commerciale: è il primo campanello per il mandante
Tasso di storno a 6 e 12 mesiLa qualità complessiva della produzione
Provvigione netta media per contrattoIl valore economico reale di quel venditore
Tempo medio fra firma e attivazioneCura delle pratiche e completezza della documentazione
  1. 1

    Misura per incaricato, non solo in aggregato

    La media dell’agenzia nasconde sempre uno o due casi che la determinano.

  2. 2

    Confronta con la media della rete

    Un tasso di storno del 20% è buono o pessimo a seconda del contesto: serve un riferimento interno.

  3. 3

    Intervieni presto e sui fatti

    Parlare con un venditore mostrandogli i suoi numeri accanto a quelli della rete funziona molto meglio di un richiamo generico.

  4. 4

    Riascolta o riverifica la produzione anomala

    Quando i numeri sono fuori scala, il problema è nel come vende: va guardato, non ipotizzato.

  5. 5

    Correggi la formazione, non solo la persona

    Se più incaricati sbagliano allo stesso modo, il problema è nello script o nel materiale.

  6. 6

    Chiudi i rapporti che non migliorano

    Un venditore con reclami ricorrenti mette a rischio il mandato dell’intera agenzia.

Con Omega

La qualità della rete si vede prima che sia un problema

  • Ogni contratto seguito fino all’esito: attivato, non attivato, stornato.
  • Ripensamenti, reclami e storni per incaricato, confrontati con la media della rete.
  • Provvigione netta per venditore, dopo storni e recuperi.
  • Contratti fermi in attesa di documenti in un elenco, prima che scadano.
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Dubbi

Domande frequenti

Qual è un tasso di storno accettabile?+

Non esiste un valore universale: dipende dal segmento, dal canale e dal mandante. Il riferimento utile è interno — la media della tua rete e la tua serie storica — perché è su quella che si individuano gli scostamenti che meritano un intervento.

Posso rivalermi sul sub-agente per gli storni?+

Il recupero verso gli incaricati deve essere previsto nel contratto che li lega all’agenzia, con un meccanismo chiaro e coerente con quello subito dal mandante. Una clausola assente o generica rende il recupero difficile e conflittuale proprio quando serve.

Come riduco i ripensamenti?+

Vendendo con aspettative realistiche e mantenendo il contatto fra la firma e l’attivazione. La maggior parte dei ripensamenti nasce da un risparmio promesso in modo vago e da settimane di silenzio in cui il cliente si insospettisce.

Vale la pena rifiutare un contratto in fase di raccolta?+

Sì, quando è evidente che non consoliderà: dati incoerenti, cliente con contenzioso aperto, offerta palesemente inadatta al suo profilo. Un contratto che salta costa più di uno non raccolto, e il tempo speso a gestirlo è tolto a uno buono.

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